Bettino Craxi Biografia

Bettino Craxi nasce a Milano il 24 febbraio del 1934. Nella capitale lombarda si iscrive al liceo Carducci e a diciassette anni prende la tessera del PSI. Nel 1953 conosce Anna Maria Moncini che diventa sua moglie nel 1959.

Quando ha ventitrè anni, Craxi entra nel comitato centrale del partito.
Nel 1961 diventa assessore del comune di Milano, nel 1964 entra nella segreteria provinciale milanese e nel 1965 nella direzione del partito. Tre anni dopo, alle elezioni politiche del 1968, viene eletto deputato.
Nel 1970 il segretario Francesco De Martino cede le redini del partito socialista a Giacomo Mancini. Craxi è fra i vicesegretari. È confermato nel congresso del 1972 quando De Martino riconquista il partito e Craxi è incaricato di gestire i rapporti con i partiti socialisti d’Europa e del mondo.
Nel luglio 1976,  all’Hotel Midas. Craxi viene eletto Segretario che a molti sembra una soluzione temporanea: Craxi ha il piglio del manager, è un nenniano convinto, ma alle sue spalle ha solo la debole corrente autonomista. Comincia allora a conquistare il partito. Nel 1978, al congresso di Torino, batte l’ala di De Martino.

Nel 1981, al congresso di Palermo, ottiene il 70 % dei consensi del partito. Non più schiacciato fra democristiani e comunisti, il PSI di Craxi si propone come una forza modernizzatrice: un partito che si richiama alla tradizione del socialismo europeo, ma che non fa della battaglia ideologica un proprio carattere. Un partito che abbandona definitivamente il marxismo e il leninismo per riscoprire Proudhon.

Sono gli anni d’oro del craxismo, della Milano da bere, dell’efficientismo di un PSI sempre più potente e sempre più inserito nelle strutture istituzionali ed economiche del paese. In molti sono perplessi di fronte al personalismo del leader, che al congresso del 1984 a Verona è confermato segretario del partito per acclamazione.

Per Craxi l’alleanza con il PCI sarà possibile solo quando il PSI avrà superato l’antico alleato. È un successo indubbio per chi, come lui, stabilisce con Andreotti e Forlani un patto, il cosiddetto CAF, con cui governare l’Italia negli anni a venire.

Nel 1985 completa la trasformazione del partito eliminando la falce e il martello dal simbolo del partito: resta il garofano rosso nel cerchio. La fine della sua stagione politica inizia il 17 febbraio del 1992 quando a Milano i giudici della procura fanno arrestare il socialista Mario Chiesa, direttore del Pio Albergo Trivulzio. Craxi parla di un mariuolo. In Parlamento, quando gli scandali delle tangenti avranno pienamente coinvolto il suo partito, si difenderà sostenendo il coinvolgimento di tutti i partiti italiani nel sistema del finanziamento illecito. È morto il 19 gennaio del 2000 a Hammamet, dove risiedeva, secondo i suoi sostenitori come esule, secondo altri come latitante.

Read More

Leave a Reply

*

Questo è un negozio di prova — nessun ordine sarà preso in considerazione. Rimuovi